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Scatola nera auto: tutto quello che devi sapere

Una soluzione conveniente per ottenere dei  vantaggi sull'assicurazione auto è quella di installare una scatola nera. Si tratta di un dispositivo elettronico molto utile, in grado di monitorare le vetture durante il loro utilizzo e di facilitare, in caso di sinistro, il lavoro delle Forze dell’Ordine e delle Compagnie assicurative . 

 

Scopriamo insieme di cosa si tratta.


Indice

  • Cos’è la scatola nera?
  • Quali dati raccoglie la scatola nera?
  • Dove viene montata la scatola nera?
  • Quanto costa una scatola nera per la macchina?
  • Scatola nera e assicurazione: come funziona?
  • Scatola nera e EDR: differenze
  • Immagina Strade Nuove

  • Cos’è la scatola nera?


    La scatola nera è un dispositivo elettronico in grado di registrare alcune particolari informazioni dei veicoli. Per mezzo di un rilevatore GPS incorporato nel dispositivo stesso, la black box permette di monitorare una serie di dati delle vetture, come la velocità, la posizione rispetto alla strada, i chilometri percorsi e, tramite un accelerometro triassiale, anche l’intensità di frenata o le eventuali collisioni.

     

    Si tratta di un piccolo dispositivo, realizzato con materiali resistenti agli urti, in grado di geolocalizzare i veicoli e di immagazzinare le informazioni in un database, in modo da ricostruire la dinamica di un incidente e di verificare eventuali responsabilità. Queste informazioni saranno utili anche alle le Forze dell’Ordine, che potranno accertarsi, in caso di sinistro, dello stile di guida e dei comportamenti al volante del conducente.

     

    È bene sottolineare che la scatola nera registra esclusivamente gli eventi relativi a un sinistro e i dati di funzionamento delle vetture. Quindi se qualcuno ha il timore che possano essere registrate conversazioni all’interno del veicolo, può dormire sereno. Infatti, il Regolamento Europeo ha garantito che la black box non potrà in nessun modo registrare altre informazioni che possano compromettere la vita privata dei conducenti. Lo stesso Regolamento prevede che tutti i dati immagazzinati dal veicolo saranno messi a disposizione delle Forze dell’Ordine per eventuali specifiche esigenze

     


    Quali dati raccoglie la scatola nera?


    Vediamo adesso nello specifico quali sono i dati monitorati dalla scatola nera:

  • geolocalizzazione: consente di rintracciare il veicolo attraverso il dispositivo GPS;
  • parametri di percorrenza: è possibile verificare i tempi di marcia e di sosta, con calcolo in giorni, ore e minuti;
  • i chilometri totali percorsi, con analisi statistiche delle distanze (sia negli orari diurni che in quelli notturni) e del tipo di percorso (urbano, extraurbano, autostradale) con report di analisi percentuali per giorno, settimana e mese;
  • crash e impatti: per ogni sinistro vengono riportati data e ora , l’accelerazione massima, il luogo in cui si è verificato, la velocità al momento dell’impatto  e negli istanti precedenti;
  • valutazione dello stile di guida in base alla frequenza storica delle brusche frenate ed accelerazioni.
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    Dove viene montata la scatola nera?


    La scatola nera viene solitamente installata in punti nascosti dell’abitacolo, ma esistono anche dispositivi a vista posizionati sul parabrezza o sulla batteria. Il loro corretto fissaggio è fondamentale per consentire di registrare perfettamente tutte le informazioni necessarie. Una volta montato, il dispositivo è subito funzionante. 

     


    Quanto costa una scatola nera per la macchina?


    Se si decide di montare sulla propria auto la black box, bisogna recarsi in un’officina convenzionata con la Compagnia di assicurazione. La sua installazione non prevede dei costi aggiuntivi, perché a carico della stessa Compagnia. Esiste però anche un tipo di scatola nera, la self, che può essere installata da chiunque, seguendo alla lettera il manuale di istruzione, su una batteria da 12V.

     


    Scatola nera e assicurazione: come funziona?


    Perché molte Compagnie assicurative consigliano l’installazione della black box anche per le vetture più datate? Tra i vantaggi di un’assicurazione auto con il montaggio della scatola nera troviamo certamente la possibilità di localizzare la vettura in caso di furto o di ricevere assistenza stradale proattiva, in caso di superamento di una certa soglia accelerometrica che fa presumere a un potenziale incidente. A questi va aggiunto anche un importante risparmio sia sui costi di acquisto e di montaggio, sia sul premio assicurativo

     


    Scatola nera e EDR: differenze


    Dallo scorso 6 luglio 2022 vige l’obbligo di installare l’EDR (Event Data Recorder) su tutte le auto di nuova omologazione, secondo il Regolamento UE 2019/2144.

     

    Si tratta di una particolare scatola nera che registra dati in occasione di:

  • crash di entità superiore rispetto a una determinata soglia o ribaltamento del veicolo;
  • eventi con attivazione di dispositivo non reversibile, come ad esempio l'airbag, o attivazione di sistemi secondari di sicurezza per gli utenti vulnerabili della strada, come il meccanismo che solleva il cofano per non far sbattere la testa sul motore, o gli airbag esterni che escono dal bordo del cofano, o i pretensionatori delle cinture di sicurezza.
  • Sempre il Regolamento ha stabilito inoltre che dal 7 luglio 2024 dovrà essere installata su tutte le auto di nuova immatricolazione. Per i mezzi pesanti invece bisognerà attendere il 2029.

     

    Nessuna novità o normativa per le vetture già in circolazione.

     

    Secondo quanto riportato dall’Unione Europea, questo Regolamento “mira a ridurre in modo significativo il numero di decessi e di lesioni gravi sulle strade dell’Unione europea (Unione) introducendo tecnologie di sicurezza all’avanguardia come dotazione standard del veicolo”.

     

    È importante però non confondere la scatola nera assicurativa con gli EDR: questi ultimi infatti, vengono installati direttamente dalla casa costruttrice come primo impianto, anziché da una rete di installatori come aftermarket. Non sono quindi dei dispositivi telematici e non registrano costantemente, ma solo in occasione di quanto visto in precedenza. Inoltre, la localizzazione non viene memorizzata in alcuna circostanza, neanche in caso di impatto, e l’accesso ai dati è legato alle indagini successive a un evento da parte delle autorità competenti.

     

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